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Eye Tracking: la nuova frontiera che studia la personalità umana

L’Intelligenza Artificiale apre le porte all’Eye Tracking. Questo campo ha suscitato molto interesse di grandi colossi, quali Google, Facebook e Apple.

Un famoso detto racconta che “gli occhi sono la finestra dell’anima”, ma cosa succede quando si progetta di utilizzare l’Intelligenza Artificiale per decodificare e analizzare l’anima umana a partire dallo sguardo?
Una ricerca dell’Università australiana analizza i movimenti oculari di 42 partecipanti, impegnati all’interno del campus universitario. Questi pattern, ricavati dalla mappatura dei movimenti oculari e dal confronto con una serie di tratti caratterizzanti le varie personalità, hanno permesso di disegnare un dettagliato identikit della personalità individuale.

L’esperimento: i movimenti oculari e i tratti della personalità

Un sistema integrato di intelligenza artificiale è stato lo strumento per eccellenza che ha permesso di seguire queste operazioni. Il nucleo dell’esperimento sono algoritmi di machine learning, utilizzati per far corrispondere gli schemi ricavati dai movimenti degli occhi con i cinque grandi tratti della personalità umana: apertura all’esperienza, coscienziosità, estroversione, piacevolezza e stabilità emotiva, cioè la tendenza a essere nervosi, insicuri, troppo autocritici o maldestri.

I risultati

Dal risultato sono emerse considerazioni importanti: ogni pattern individuale dei movimenti degli occhi può essere collegato al suo identikit, quindi a personalità diverse.
L’intelligenza artificiale ne ha riconosciuti quattro di questi tratti, escludendo l’apertura all’esperienza.
Tobias Loetscher, uno dei ricercatori ha affermato che “Le persone sono sempre alla ricerca di servizi migliori e personalizzati, tuttavia i robot di oggi e i computer non hanno consapevolezza sociale e non possono adattarsi a segnali non verbali”. Gli scienziati sostengono che questa corrispondenza potrebbe essere vista in chiave relazionale. In modo da fornire alle macchine intelligenti maggiori segnali rispetto al carattere umano. Questo, in definitiva, ci permette di capire chi ci troviamo davanti e agire di conseguenza.
Loetscher, altro ricercatore, continua “Questa indagine concede opportunità di sviluppare robot e computer in modo che possano diventare più naturali e interpretare meglio i segnali sociali umani”.
Questo test è stato condotto analizzando le azioni legate alle attività quotidiane degli individui stessi: un materiale di partenza sicuramente più naturale e complicato rispetto a quello che avrebbero potuto ricostruire in laboratorio.
L’interesse riguardo al tracciamento oculare è sicuramente giustificato in quanto negli ultimi anni si pone come un ambito particolarmente vivace.