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Google mette a disposizione Tango per il mondo retail

La realtà aumentata del progetto di Google sarà accessibile per fare shopping con BMW e Gap ma solo con Lenovo Phab2 Pro e Asus ZenFone Ar

Era chiaro che prima o poi la realtà aumentata entrasse in contatto con il mondo del retail e del commercio digitale e durante il CES 2017 Google ha svelato le sue ultime novità in tale ambito. Da una parte Tango, la piattaforma di realtà aumentata progettata nei laboratori di Mountain View, dall’altra due importanti brand, BMW e Gap.

Gli accordi raggiunti da Google con i due marchi hanno uno scopo ben preciso: mostrare il potenziale articolo da acquistare come potrebbe essere visto all’interno di un negozio fisico ma senza uscire di casa. Questo sarà possibile grazie alla tecnologia di Tango con la quale Gap e BMW potranno mostrare i loro prodotti ai loro clienti. Si tratta ovviamente di differenti tipologie di prodotti, quindi le priorità d’uso sono diverse.

Come funziona Tango con le applicazioni di Gap e BMW

Con Tango BMW ha reso possibile, per ora, la visione delle autovetture ibride i3 e i8 tramite un’applicazione che riconosce i modelli. Con l’app è possibile ammirare l’auto nella sua interezza, aprire le porte, sedersi sul posto da guida, accendere la radio, guardare gli interni e gli altri optional ma anche scegliere fra sei diverse tonalità di colore, quattro tipi di allestimento e quattro tipi di ruote. Inoltre è possibile rendersi conto delle dimensioni reali dell’auto guardandola in strada ma anche in garage, nel soggiorno o parcheggiata su una terrazza.

Con l’applicazione di Gap, “DressingRoom”, il cliente potrà invece provare i capi di abbigliamento attraverso degli avatar standard con dimensioni del corpo prestabilite. Con l’app si potranno vestire gli avatar con i vestiti e gli abiti messi a disposizione e guardare come calzano da diverse angolazioni prima di decidere di effettuare un acquisto. L’app sarà disponibile a partire da questo mese per tutti i consumatori che possiedono un Phab2 Pro di Lenovo o uno ZenFone AR di Asus.

I limiti di DressingRoom e un mercato da costruire

Su YouTube si trovano video come questo o questo che rendono meglio l’idea di cosa si sta parlando. Anche ad una persona completamente a digiuno di tecnologia saranno evidenti le differenze enormi fra le due applicazioni. Sebbene si tratti di primi tentativi, di esperimenti quasi, volti a sfruttare una tecnologia tutto sommato nuova come quella della realtà aumentata e della realtà virtuale, la soluzione proposta da BMW convince senza dubbio di più rispetto quella di Gap.

I problemi dell’app di Gap che possono venire in mente senza essere degli esperti in materia sono almeno due. Innanzitutto gli avatar su cui è possibile testare i capi di abbigliamento prevedono solo 5 dimensioni differenti, e sono tutte abbastanza omogenee, quando sappiamo benissimo quanto poco omogenei siamo sulla faccia della terra. Basti pensare ad una persona in sovrappeso, magari avrà più grasso sulla parte inferiore del corpo e non in quella superiore o sarà concentrato soltanto sulla pancia, oppure una donna prosperosa che però ha il corpo di una 13enne. In secondo luogo sembra di essere in uno di quei videogiochi tipo The Sims in cui i vestiti che provi appaiono appunto virtuali e non hanno nulla del reale, a questo punto sono molto più efficaci i mini video girati da Asos in cui il modello di turno sfila con il capo scelto per l’acquisto.

Infine, facendo un discorso più generale che non riguarda solo Gap, la possibilità di usare Tango in contesti retail è ancora troppo vincolata ai quei pochi (due) smartphone che permettono di sfruttare il progetto di Google. Tra l’altro la collaborazione con Asus e lo ZenFone AR è stata annunciata proprio durante il CES, quindi fino a pochissimo tempo fa era possibile usare Tango solo con il Phab2 Pro di Lenovo. In questo caso il problema non dipende dai retailer o dai brand ma da Google e dalle sue abilità di convincere gli altri player del settore mobile ad implementare nei loro modelli la tecnologia di Tango, il che significa che a breve Google dovrà vedersela con una concorrenza che aspetta solo di essere svelata. Impossibile pensare che Apple faccia montare la tecnologia di Tango nei suoi iPhone.

Certo è che nel momento in cui la realtà aumentata sarà effettivamente onnipresente e accessibile da qualsiasi piattaforma mobile, a quel punto potrà realmente rappresentare un vantaggio per l’ecommerce e per i retailer di tutto il mondo. Prima però è necessario padroneggiare queste nuove tecnologie in maniera più completa ma soprattutto capire quale sia un vero mercato a cui rivolgersi. L’idea di avere un showroom virtuale per visionare un auto o un camerino virtuale dove provare i vestiti è sicuramente una possibilità allettante ma quanti brand sono disposti ad investire su questo?