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Pubblicità geolocalizzata: un mercato da 21 miliardi di dollari

Sempre più applicazioni collaborano con realtà che raccolgono la posizione degli utenti in tempo reale, tra nuove possibilità per il marketing e rischi.

A riportarlo è Wired, che nota come questa sia una tendenza in forte aumento, e su cui sempre più soggetti stanno investendo, come la banca di affari Goldman Sachs e Peter Thiel, co-fondatore di PayPal assieme a Elon Musk. Si tratta di un mercato che, ad oggi, vale 21 miliardi di dollari (in euro, 18,5 milioni) e che è destinato a crescere nei prossimi anni.

Tutta una questione di codici

Un rilevazione, quella della posizione, che coinvolge sia gli utenti Android che quelli iOS come riporta il New York Times -, spesso a loro insaputa (o quasi).

iOS Android

Esistono, infatti, aziende che forniscono agli sviluppatori un codice che possono inserire nelle proprie app, in modo tale da poter monetizzare condividendo la posizione dell’utente. L’unico prerequisito è che il sistema operativo sia configurato per dare il consenso per la condivisione e rilevamento della propria localizzazione.

Dati che vengono raccolti e usati poi con scopo predittivo, ad esempio con campagne che spronino ad entrate in un esercizio commerciale, anche con sconti e promozioni, quando l’utente target è nei pressi dello stesso.

I rischi per la privacy

Come per la maggior parte dei dati rilevati per attività di marketing online è garantito l’anonimato, almeno in teoria. I dati vengono, infatti, raccolti aggregati e le pubblicità non sono mirate ad utenti specifici.

Smatphone privacy

Rimane comunque il dubbio che questi possano però venire usati in altri modi, raccogliendo dettagli della vita privata degli utenti, che questi non vorrebbero condividere.