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It’s all Retail: il futuro del commercio è multichannel

Durante la plenaria dell’It’s all Retail si sono confrontati i rappresentati di TODIS, MD, Gruppo Végé ed Expert Italy: ecco di cosa si è parlato.

Oggi si è svolto l’It’s all Retail, l’evento di settore organizzato da Brainz, in cui Retail, GDO e Fashion si confrontano, si aggiornano e discutono per fare il punto su quale sia il futuro di questi mondi e sulle nuove sfide che riserva il futuro.

Durante la plenaria iniziale sono intervenuti alcuni rappresentati del settore, quali, nello specifico: Massimo Lucentini (Managing Director TODIS), Piermario Mocchi (Direttore Generale MD), Lorenzo Monzo (Digital Marketing Manager GRUPPO VÉGÉ) e Roberto Omati (Direttore Generale EXPERT ITALY).

Le dichiarazioni di Todis

Durante l’intervento, Lucentini, a rappresentanza della catena di discount TODIS, ha illustrato il proprio punto di vista sul mondo della GDO e sul futuro del settore.

Fulcro dello speech è stata la visione dei supermercati del futuro, identificando nella tenuta delle canalizzazioni e nella convergenza dei canali distributivi verso un obiettivo comune i due aspetti di maggiore importanza su cui focalizzarsi. L’aspettativa è quella di un panorama in cui la GDO manterrà la sua forza grazie a un ampio assortimento (anche se, probabilmente, non profondo come quello attuale) – favorendo la semplicità, che è quello che vogliono i clienti -, alla presenza di alcuni prodotti in particolare (come, ad esempio, quelli “freschi”) e, sopratutto, nella prossimità degli store.

Todis, infatti, ad oggi non percepisce il commercio elettronico come un vero e proprio problema, sostenendo che il fattore di prossimità sia la vera differenziante del proprio servizio. A sostegno della tesi vengono poi portati anche dei dati: secondo gli studi dell’azienda il 60% degli italiani, infatti, da maggiore importanza al tempo che al denaro e, di conseguenza, preferiscono comunque un canale, come i supermercati fisici, più diretto e con una fruizione più semplice (che, quindi, fa impiegare meno tempo ai clienti).

Le dichiarazioni di MD

Ancora una volta è un rappresentate di una catena di discount a parlare. Nel suo intervento, Mocchi ha parlato di come si debba trovare un equilibrio tra innovazione e attuale applicazione del lavoro, evitando di cadere nel tranello dell’innovazione fine a se stessa. Quest’ultima, infatti, dev’essere un mezzo per creare valore, mentre, in molti casi, questo non avviene.

Innovazione che, a MD, viene applicata principalmente per semplificare e velocizzare il flusso delle merci (quindi con applicazioni nella logistica) oltre a migliorare la customer experience dei clienti, rendendo quando più rapido e semplice possibile il processo di acquisto.

Le dichiarazioni del Gruppo Végé

Lorenzo Monzo, del Gruppo Végé, ha invece parlato di digital transformation, in relazione alle sue potenzialità e rischi: questa, infatti, viene spesso considerata dalle aziende come un mezzo e non come un obiettivo di business.

Un cambiamento di percezione che, in realtà, solo ora la GDO sta iniziando ad attualizzare – cambiando la concettualizzazione del punto vendita stesso – ma per cui ci vorrà ancora tempo per completarsi.

La discussione si poi focalizzata sul concetto di omnicanalità – in quanto la costumer experience non può più essere intesa come lineare – e sullo store del futuro, che sarà sempre più integrato (quindi sia online che offline), anziché solamente eCommerce. Questo perché, sempre secondo Monzo, gli store fisici non spariranno mai, perché l’uomo, per quanto si evolva, apprende e continuerà ad apprendere grazie al tatto, caratteristica che non potrà mai scomparire in fase d’acquisto.

Le dichiarazioni di Expert Italy

Durante lo speech del consorzio Expert Italy si è analizzato l’impatto del digitale sui retail, considerato come drammatico (in Europa, infatti, il 30% delle vendite è già online). Una competizione, quella tra eCommerce e retailer tradizionali, che si concretizza specialmente in una guerra sui prezzi – insostenibili per entrambi – e sull’assortimento.

Dando uno sguardo al passato, già negli anni ’90 il mercato aveva subito uno shock (a causa della nascita delle grandi catene), e ci fu, di conseguenza, un grosso cambiamento: ora, con il digitale, si ha fatto un ulteriore passo avanti, dando vita a una vera e propria rivoluzione.

Si tratta di una sfida che, se la si vuole vincere, i retailer devono affrontare come sistema. Un pericolo, quello del digitale, che viene inteso anche come sociale, proprio perché la colonna portante del sistema economico italiano sono proprio le pmi, che più difficilmente possono affrontare in solitudine la questione.