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Per Natale un giovane su tre desidera un’esperienza formativa all’estero

L’indagine condotta da Espresso Communication traccia il profilo di un nuovo giovane italiano medio, ambizioso e attento al proprio futuro

Tra i numerosi studi che anticipano le tendenze dei consumatori in questo periodo di shopping natalizio quello proposto dall’agenzia Espresso Communication fornisce alcuni spunti di riflessione davvero interessanti. La ricerca è stata condotta con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su un campione di circa 1200 giovani tra i 18 e i 29 anni attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum specializzati e community.

Nello studio è stata anche coinvolta FourStars, società accreditata dal Ministero del Lavoro e leader nazionale in materia di tirocini formativi, e il suo osservatorio di 85.000 stage attivati dal 2000 ad oggi, nonché un panel di 10 docenti universitari di Psicologia e Sociologia del Lavoro.

La top 10 dei regali più desiderati

Espresso Communication presenta la sua ricerca partendo da una classifica, la classifica dei dieci regali più desiderati per Natale dai giovani coinvolti nell’indagine. Al primo posto si posizionano gli oggetti hi-tech (smartphone, tablet, console, pc) con il 49% delle preferenze; al secondo posto abbigliamento, borse e accessori firmati con il 45% delle preferenze; al terzo posto i viaggi di piacere con il 38%; seguono la richiesta di esperienze all’estero (27%); animali domestici (26%); automobili o scooter (22%); abbonamenti fitness, corsi di sport e attrezzature sportive (20%); spa e trattamenti benessere (17%); esperienze culturali e/o enogastronomiche (16%); tattoo e interventi di medicina estetica (13%).

Oltre ai soliti smartphone o ai capi di abbigliamento il dato che più stupisce è quel 27% riservato alle richieste che i giovani italiani avanzano per poter realizzare un’esperienza formativa all’estero. Un dato che supera addirittura le classiche richieste di auto e scooter e che traccia un profilo del tutto nuovo del giovane italiano medio, che in tempi di crisi è pronto a compiere sacrifici e rinunce pur di veder realizzato il proprio futuro.

Quasi un giovane su 3 ammette infatti di voler rinunciare ai soliti regali pur di avere una possibilità di fare un’esperienza concreta di crescita lavorativa. Il dato si manifesta in maniera omogenea tra Nord (29%) e Sud (25%) con una percentuale di preferenze più alta fra le ragazze (31%) rispetto ai ragazzi (23%). Tra le mete predilette l’Europa resta la più gettonata (33%) con un netto sbilanciamento verso Germania (12%) e Regno Unito (15%) che sono ancora percepiti come i paesi con più opportunità lavorative. A seguire gli Stati Uniti (28%) con in testa New York (14%) e Los Angeles (11%) e, infine, merita di essere menzionata la forte ascesa di interesse verso i paesi asiatici (24%) con la Cina tra le mete più ambite (15%).

Chiara Grosso
Chiara Grosso

Chiara Grosso, presidente e ceo di FourStars, commenta: “I giovani d’oggi sanno bene che non è più sufficiente avere in tasca una laurea per poter entrare da subito nel mondo del lavoro. Per questo pretendono che i percorsi formativi non siano fatti di sola teoria, ma che diano la possibilità di sperimentare in prima persona i contesti professionali. Poi c’è la questione della competitività ed esclusività: i giovani italiani vogliono sì andare all’estero, ma la maggior parte di essi preferisce fare ritorno per poter mettere a frutto qui, nel suo Paese, le competenze acquisite. È proprio partendo da questi desideri di ambizione che abbiamo pensato gli 11 programmi di stage in Cina: percorsi ad hoc in un Paese in crescita continua, dove avere un’idea significa poterla realizzare, impegnarsi vuol dire avere responsabilità”.

Un investimento per il proprio futuro

Secondo Maurizio Tirassa, professore ordinario di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni presso l’Università degli Studi di Torino “non è un caso che i giovani chiedano per Natale un’esperienza all’estero, lo fanno perché sperano di acquisire competenze, anche solo linguistiche, e di costruire reti sociali che permettano loro di tornare in Italia a condizioni migliori e, in altri casi, di aprirsi vie di fuga dal destino al quale si sentono condannati in Italia”.

Un parere, quello del Professor Tirazza, confermato anche dai dati emersi dall’indagine di Espresso Communication. Il 25% del campione intervistato ha dichiarato infatti di desiderare un viaggio formativo proprio a causa dell’insoddisfazione diffusa che si respira nel nostro Paese. Tra le altre motivazioni segnalate appaiono anche, e con una percentuale di preferenza nettamente superiore, la volontà di imparare una lingua straniera in loco (45%), acquisire competenze tecniche in un contesto internazionale (42%), e allargare il proprio network di contatti (29%).

“Non si tratta di semplici regali natalizi, ma di veri e propri investimenti strategici per realizzare un progetto professionale”, afferma Franco Fraccaroli, professore ordinario di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni presso l’Università degli Studi di Trento. “Credo che le leve psicologiche che spingono in questa direzione siano due: il bisogno di riuscita o l’ambizione, per dirlo in termini di linguaggio corrente, e la capacità di pensare sul lungo termine, senza cercare benefici futili e di breve respiro”.

Un nuovo mercato del lavoro

A chiudere il cerchio dell’analisi ci sono le forti trasformazioni del mercato del lavoro e l’avvento di nuove professionalità sempre più ibride e legate alle dinamiche digitali. “Siamo ormai nell’economia della conoscenza”, sostiene Cristian Balducci, professore associato di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni presso l’Università di Bologna. “Recenti dati Istat corroborano l’idea che investire in conoscenza e rimanere disposti a farlo per tutta la vita lavorativa siano fattori protettivi importanti, sia in termini di successo nella ricerca di un lavoro, sia perché diminuiscono il rischio di perderlo anche in situazioni di crisi”.