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Vincenzo FIore, ceo di Auriga
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Auriga: l’azienda che accompagna le banche verso il futuro

L’intervista a Vincenzo Fiore, ceo di Auriga, e Claudia Sepertino, responsabile marketing di CRS, la banca per cui l’azienda ha sviluppato HAPPY, l’app per i pagamenti e molto altro

In occasione del Salone dei Pagamenti 2017, tenutosi a Milano il 22-23-24 novembre, abbiamo incontrato Vincenzo Fiore, ceo di Auriga, e Claudia Sepertino, responsabile marketing di CRS, Banca Cassa di Risparmio di Savigliano, che ci hanno parlato della collaborazione dalla quale è nata HAPPY, l’app pensata per fornire tutte le innovazioni al passo con i tempi con un occhio sempre aperto al rapporto banca-cliente, “indispensabile da mantenere”.

Partiamo dalle basi. Chi è auriga?

Vincenzo Fiore, ceo di Auriga: “Auriga è presente sul mercato da 25 anni, siamo nati nel ’92, abbiamo sempre proposto soluzioni di pagamento per portare una gestione multicanale all’interno delle banche. Ritengo che il primo pensiero nella testa delle banche, ora, deve essere la relazione con il cliente e noi li aiutiamo a renderla sempre più solida. Siamo presenti a Bari, dove c’è il nostro polo di ricerca e sviluppo, a Roma, Milano, Trento, Parigi, Londra e Francoforte; ci riteniamo un player internazionale in un mercato globale, abbiamo clienti in tutta Europa. Non siamo tecnici bancari e quindi siamo in grado di metterci nei panni dell’utente finale, cercando la modalità migliore per salvaguardare la componente umana, indispensabile per le banche in questo periodo, proprio perché le tecnologie potrebbero spersonalizzare il rapporto con il cliente”.

Come mai siete al Salone dei Pagamenti?

V. F.: “Essendo degli operatori nel mondo dei pagamenti non potevamo non esserci. Inoltre è l’occasione di esporre un caso di successo realizzato con un nostro cliente. In particolare si tratta di CRS, banca Cassa di Risparmio di Savigliano, per il quale abbiamo sviluppato un’app innovativa”.

Claudia Sepertino, responsabile marketing di CRS

In che cosa consiste quindi quest’app? E come si chiama?

Claudia Sepertino (in foto), responsabile marketing di CRS: “L’app si chiama HAPPY, per portarla al livello attuale ci abbiamo messo un’anno e l’abbiamo rilasciata alcuni mesi fa sugli store. Permette, oltre ai classici servizi di mobile banking, di effettuare azioni mai viste prima e che si allontanano sempre più sia dal cash che dalle carte. In particolare HAPPY permette ai 1.000 utenti che già hanno scaricato l’app (i clienti totali della banca sono 30.000, un ottimo numero considerando che ancora non è stata fatta promozione, ndr) di prendere un appuntamento in banca con un consulente, di prenotare il ticket dello sportello da mobile (la funzione ‘elimina code’) e di visualizzare sulla mappa tutti gli ATM in cui non sono applicate commissioni, nonostante la banca abbia solo 23 filiali, ha stretto partnership che permettono ai suoi clienti di non pagare commissioni anche da molti altri sportelli ATM. La funzione più innovativa di HAPPY è PlainPay, il sistema di pagamento mobile a esercenti o P2P, che permette anche di prelevare denaro. Basta scansionare il QR code presente sullo sportello ATM e gestire tutte le decisioni, come scegliere l’importo desiderato, da mobile. È possibile anche delegare il prelievo di denaro a terzi, scegliendo l’importo giornaliero che l’utente secondario può prelevare e sospendere e attivare il servizio quando si preferisce. L’app creata da Auriga è anche integrata con il noto servizio di mobile payment Satispay. PlainPay è stata brevettata nel 2010, quando però il mercato non era ancora pronto; ora stanno aggiungendo la funzionalità di instant payment con bonifico in tempo reale”.

Cosa ne pensate del futuro delle banche?

C.S.: “La nostra è una banca piccola, agile e longeva (compie 160 anni nel 2018), in grado di innovarsi continuamente, anche grazie a un buon partner. Penso che, con un’età media che cresce (a breve gli over 55 saranno di più degli under 30), ci dovremo rivolgere sì ai millennials ma anche ai clienti “vecchio stile”. Siamo piccoli e agili e in grado di soddisfare le esigenze di tutti i nostri clienti. Cresceremo nel digitale ma il cliente rimane al centro, senza individuarlo come target, proprio perchè non ci piace la parola, non vogliamo pensare ai nostri clienti come a dei bersagli”.

V.F.: “Noi stiamo spingendo per essere sempre al passo con i tempi, che vanno forte. Stiamo lavorando a un chatbot, siamo sempre più abili nel gestire e leggere i dati e pensiamo in ottica phigital, vale a dire fisico e digitale insieme; a nostro parere le banche non scompariranno perché, come accennavo prima, il lato umano deve essere mantenuto e salvaguardato, le banche dovranno essere online ma anche sul territorio. Inoltre, grazie ai dati, lavoriamo molto sulle idee, le proposte, i feedback dei clienti: i dati ci avvicinano al cliente, lo possiamo conoscere meglio di prima ma attenzione a non spersonalizzare il rapporto”.