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L’importanza di Webformat all’interno dell’ecosistema italiano di ecommerce

Con Diego Semenzato, ceo di Webformat, abbiamo parlato del Meet Magento Italy, del ruolo della società e delle problematiche attuali dell’ecommerce

Dopo il breve resoconto sull’ultima edizione del Meet Magento Italy, oggi proponiamo l’intervista integrale che Dcommerce ha realizzato a Diego Semenzato, ceo di Webformat e fulcro dell’organizzazione dell’evento. Webformat è un ecommerce system integrator che opera nel settore del commercio elettronico, specializzato nello sviluppo di portali web enterprise con Magento, TYPO 3 e le migliori tecnologie open source disponibili. Nello specifico Webformat supporta i brand che desiderano sfruttare i vantaggi del commercio elettronico, seguendoli durante l’intero ciclo di vita dei progetti, dalla creazione del business plan per attività online alla pianificazione e organizzazione delle risorse, dall’implementazione delle tecnologie fino alla misurazione costante dei risultati.

Dal 2014 Webformat organizza il Meet Magento Italy, essendo partner unico per l’Italia di Meet Magento Association, un’associazione attiva in 30 paesi in tutto il mondo e punto di riferimento per la community Magento. Con Semenzato abbiamo tirato le somme sulla quarta edizione dell’evento e sull’evoluzione che i contenuti proposti hanno avuto in questi ultimi anni, ma anche sulle attività di Webformat e sullo stato dell’ecommere in Italia.

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Come nasce il Meet Magento Italy?

Il Meet Magento Italy è l’unico evento certificato da Magento in Italia, dallo scorso anno il Meet Magento è infatti diventato un brand ufficiale di Magento, la cui organizzazione è affidata a partner locali che a loro volta fanno parte della Meet Magento Association. Questa è un’associazione no profit, nata con lo scopo di sviluppare l’ecosistema di merchant, tecnici e stakeholder legati alla piattaforma Magento e al suo lavoro e migliorare il mondo dell’ecommerce. Le agenzie partner di Magento in Italia sono al massimo 15, tra cui Webformat, che appunto si occupa di organizzare il Meet Magento.

Come è andata questa quarta edizione dell’evento?

L’evento è andato molto bene, i numeri sono più o meno quelli dello scorso anno ma è aumentata la qualità dei partecipanti, la qualità degli sponsor e quella degli speaker. Anche il numero degli sponsor è aumentato e un paio di loro sono giunti dall’estero, abbiamo avuto partecipanti provenienti da 14 paesi  e per questo motivo quest’anno abbiamo introdotto anche la traduzione simultanea. In effetti ci aspettavamo un forte riscontro da parte del pubblico estero, anche dovuto a un endorsement molto forte da parte di Magento stessa, che ormai vede in Meet Magento Italy uno dei principali eventi europei, se non il principale in proporzione alla dimensione del mercato. In Italia abbiamo infatti dei numeri paragonabili a quelli del Meet Magento Germania o ad altri eventi di Magento come Magento Live UK o Magento Live Parigi che nel complesso hanno registrato dei numeri inferiori ai nostri. Quest’anno è stato nostro ospite il chief marketing officer di Magento (Andrea Ward, ndr), il senior vice president del prodotto (Jason Woosley, ndr) e altri 3 o 4 tecnici di riferimento, che sono i principali sviluppatori di Magento. C’era quindi sia la rappresentanza del management che quella legata al prodotto, questo ha avuto un grosso riscontro, soprattutto durante il confronto con le Q&A a cui Ward e Woosley hanno preso parte.

Che riscontro ha avuto la novità del Contribution Day?

Molto buono. È la prima volta che viene organizzato il Contribution Day e il team di Magento ha scelto proprio l’Italia per inaugurare la novità. Siamo onorati quindi di essere stati scelti come primo evento sul quale iniziare a proporre questo tipo di attività che in futuro verrà proposta anche ad altri eventi di Meet Magento. Alla fine il Contribution Day è un modo diverso per portare avanti quello che da sempre è l’obiettivo principale del Meet Magento: aiutare le persone a connettersi fra di loro. Come organizzatori sosteniamo questo in maniera spassionata anche se delle volte capita di sostenere i nostri stessi competitor, tuttavia, è importante per tutti creare una rete di relazioni che sia produttiva, fare sistema è ciò che porta risultati a lungo termine per tutti quanti.

I contenuti dell’area business sembrano attrarre sempre più interesse, è veramente così?

Sì direi di sì, questo da un lato è sempre stato un desiderio che avevo e dall’altro è stata una sorpresa. Ho sempre voluto organizzare un evento che partendo da una piattaforma tecnologica fosse un evento capace di toccare anche tutti quegli argomenti che non sono propriamente legati alla tecnologia, questo perché vogliamo connettere più persone, più ruoli, più competenze, non solo quelle tecnologiche. Siamo riusciti in questo intento anche perché fin dalla prima edizione abbiamo spinto proprio sui contenuti business che non fossero legati necessariamente a Magento, e quest’anno, come l’anno scorso dopotutto, abbiamo notato che la preferenza dei partecipanti verso i talk business è stata leggermente superiore rispetto ai talk tecnologici. Di fatto, parlare di Magento aiuta, è assolutamente fondamentale, ma è altrettanto fondamentale allargare la conoscenza anche a tutti quegli altri contenuti che la gente può utilizzare su piattaforme diverse da Magento: un 22% dei partecipanti non utilizza Magento, questo per noi è un bel segnale perché significa che siamo riusciti ad attrarre un quarto di pubblico che non conosce Magento e che magari in futuro deciderà di utilizzare i suoi servizi.

Oltre ad organizzare l’evento, qual è il ruolo in Italia di Webformat?

Webformat è una delle aziende leader di sviluppo su Magento, siamo un ecommerce system integrator, quindi siamo focalizzati sulla piattaforma anche se offriamo tutta una serie di altri servizi collegati. Servizi, ad esempio, che sono necessari ad integrare la piattaforma con i software aziendali e con tutte le altre tecnologie necessarie per concepire un sistema di ecommerce di alto livello: integrazioni con CRM, integrazioni con sistemi di marketing automation e via dicendo. Per questo motivo ci definiamo un ecommerce system integrator, proprio perché attorno alla piattaforma ecommerce integriamo tutti quei servizi che servono per fare della piattaforma quel luogo attraverso il quale il cliente riesce a gestire tutta la parte ecommerce aziendale.

Qual è il cliente tipo che si rivolge a Webformat?

Noi siamo trasversali, lavoriamo con clienti legati al settore Fashion, al Food, clienti che utilizzano il sito solo per vendite B2B, un esempio sono i siti di elettronica di consumo che fatturano milioni con  Magento B2B, siti che non sono molto visibili ma che sorreggono tutte le attività che svolgono con i negozi o con un altro tipo di cliente professionale diverso dal cliente finale. Non abbiamo verticalizzazioni specifiche ma appunto abbiamo clienti di varie tipologie e in questo modo riusciamo ad applicare anche delle funzionalità studiate per un certo mercato su aziende che operano su mercati diversi, ovviamente adattando le idee al contesto di riferimento.

Quanto sono disposti a investire i clienti che vogliono avviare un’attività di ecommerce?

Iniziano ad essere investimenti importanti, sono investimenti che possono toccare anche il milione di euro, anche se sono ancora molto distanti rispetto a quelli che avvengono in Nord Europa, o in Germania ad esempio. Questa base permette comunque alle aziende di sviluppare delle soluzioni tecnologiche che sono davvero innovative, senza limitarsi a rincorrere gli altri paesi per colmare il gap esistente ma riuscendo a realizzare qualcosa che tecnologicamente sia più evoluta. Un gap che secondo me sarà colmato a breve, anche perché la domanda dei consumatori è alta e le aziende sono stimolate a progredire in questa settore. Il problema, comune a tutto il mondo in realtà, è che non c’è abbastanza personale tecnico a vari livelli che sostenga questa richiesta. Di fatto, la richiesta di attività ecommerce di sviluppo è molto più alta rispetto alle capacità di cui dispongono le aziende in Italia di erogare questo tipo di servizi, tutte le aziende di alto livello hanno questo tipo di problema: non si trova personale specializzato. C’è da aggiungere che i tempi di formazione sono lunghi, perché le piattaforme sono complesse da mettere in piedi e in Italia la situazione e leggermente più critica rispetto ad altri paesi europei

Nonostante queste mancanze, qual è lo stato dell’ecommerce in Italia?

Buono, molto buono. Nel senso che finalmente tutti si sono resi conto che l’ecommerce è necessario. Quando abbiamo iniziato a lavorare sul Meet Magento nel 2014, tutti parlavano di ecommerce ma non tutti lo facevano. In questi ultimi due anni le richieste su di noi, ma anche sui nostri partner, sono aumentate tantissimo, e provengono da qualsiasi tipo di attività di sviluppo. Molti richiedono anche solo un rifacimento del sito, anche su siti realizzati due anni prima. È cresciuta dunque la consapevolezza che non puoi fare un investimento tecnologico e pretendere che quell’investimento sia valido per 15 anni ma è necessario aggiornarsi costantemente. Direi che finalmente c’è maturità, il mercato italiano ha capito come deve lavorare e dal piccolo al grande cliente c’è una forte voglia di fare. Come già detto c’è un gap da recuperare, c’è un problema di risorse da reperire sul mercato, questo è vero, ma c’è la consapevolezza che le cose bisogna farle e ora c’è anche la maturità per farle.