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idealo: agli eshop italiani non piace l’ecommerce cross-border

Secondo i dati raccolti dal comparatore di prezzi, in Italia solo il 22% degli store online vende anche al di fuori dei confini nazionali, percentuale ben lontana da altre realtà europee

A quanto pare gli store online italiani vendono poco all’estero. A dirlo è l’ultima ricerca di idealo, il portale internazionale per la comparazione dei prezzi online, che nel corso dell’edizione 2018 del Netcomm Forum, in programma a Milano il prossimo 31 e 31 maggio, presenterà un white paper per sensibilizzare gli eshop italiani sul tema e offrire ulteriori dati e spunti d’interesse. Secondo i dati raccolti da idealo, in Italia solo il 22% degli eshop vende anche al di fuori dei confini nazionali. Percentuale ben lontana da altre realtà europee come Spagna e Francia, in cui gli eshop che vendono all’estero sono il 50%, ma anche Regno Unito e Germania in cui il dato è rispettivamente del 48% e del 46%.

Altro dato poco incoraggiante messo in luce da idealo mostra come questa scarsa apertura dell’ecommerce italiano al resto d’Europa si evinca anche dal fatto che solo l’8% dei negozi digitali in Italia presenti il proprio eshop in una seconda lingua differente dall’italiano. Un dato tendenzialmente basso in tutta Europa, che vede l’ecommerce spagnolo in testa con il 24% di portali in doppia lingua, seguito dal Regno Unito al 24%, dalla Germania al 12% e dalla Francia al 10%. Altrettanto basso il numero di store italiani che offrono pagamenti in valute diverse dall’euro, solo il 4%, anche questo in linea con il resto d’Europa: gli eshop inglesi si aprono ad altre valute nel 24% dei casi, seguiti da quelli spagnoli (8%), tedeschi (4%) e francesi (2%).

Un’opportunità per tutti gli store online

Il commercio cross-border rappresenta un’opportunità per tutti gli attori coinvolti nella digital economy, dai consumatori agli eshop stessi. L’ultimo report di Eurostat mette in luce come l’ecommerce in Europa goda di ottima salute: nel Regno Unito, ad esempio, l’86% degli utenti internet utilizza il canale online per fare acquisti, in Svezia la percentuale è dell’84% e in Germania dell’82%. Considerando che in Italia la percentuale si attesta attorno al 43%, contro una media europea del 68%, risulta chiaro il vantaggio di un eshop nostrano che decida di vendere anche all’estero: presentarsi su un mercato internazionale – ancora più ricettivo rispetto al nostro quando si parla di ecommerce – e allargare ulteriormente il proprio bacino d’utenza.

«Il nostro obiettivo non è mai quello di segnalare una mancanza, ma quello di mostrare un’importante opportunità che al momento il mercato italiano non sta cogliendo appieno», ha commentato Fabio Plebani, country manager di idealo in Italia. «Ed è un vero peccato in quanto l’Italia avrebbe un netto vantaggio competitivo rispetto agli altri paesi: sia perché può allargare ulteriormente il proprio bacino d’utenza coinvolgendo un pubblico già avvezzo al mercato digitale, sia perché può contare su uno dei brand più riconoscibili al mondo – quello del Made in Italy – che gode di popolarità a livello globale.»