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Ecommerce food; dal campo alla forchetta, passando per il web

Forte la crescita del mercato online riferito ai prodotti alimentari; in Italia si afferma la startup Cortilia, oltreoceano il nuovo progetto Grocery-360

I dati del settore food nel panorama degli acquisti in rete evidenziano un mercato che non è ancora entrato in uso tra gli italiani e sembra che bisognerà aspettare perché diventi quotidianità; pochi sono i panorami che lo vedono in gioco e ciò succede quasi esclusivamente nelle città. Inoltre anche dal lato dell’offerta non sono tante le realtà che operano nel settore e i veri competitor sono ancora i mercati rionali.

Sebbene rappresenti una piccola fetta del mercato online (13% e-commerce food mondiale, 3% in Italia) è quello che sta crescendo maggiormente: +30% nel 2016. Non solo meno buste della spesa ma anche meno piatti da lavare in quanto anche la ristorazione ha visto un +29% dal 2015 al 2016, aiutata dai servizi delivery come UberEATS, Deliveroo e Foodora, e sempre più italiani preferiscono ordinare via smartphone piuttosto che alzando la cornetta del telefono.

La realtà di Cortilia

Se si parla di cibo fresco poi è ancora più difficile arrivare a nuovi clienti e l’obiettivo delle startup del settore è quello di soddisfare la domanda del consumatore che vuole tutto e subito. Solo grazie a un planning impeccabile e un adeguato supporto digitale si può arrivare a buoni risultati. Dal 2012 è Cortilia che se ne occupa, startup oggi presente in 11 città tra Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna, di cui è fondatore e ceo Marco Porcaro che ha fatto del mercato agricolo online la sua missione; nel 2015 Cortilia ha raggiunto un fatturato di €3,1 milioni (e nel 2016 ha continuato a crescere a doppia cifra mese su mese). Questi numeri sono arrivati anche grazie alla creazione di Viamente, un servizio software per l’ottimizzazione dei trasporti e anima logistica di Cortilia: 11 città, 200mila utenti, 100 aziende agricole e 1000 referenze di prodotti che oggi spaziano dall’ortofrutta al beauty, con sfide di miglioramento sempre aperte.

È un mercato che dà i suoi frutti e per quanto possa sembrare strano dal punto di vista della concorrenza online non si può parlare di competitor, anzi; riferendosi ad Amazon, Marco Porcaro afferma che «svolge un’utilissima attività di evangelizzazione dei consumatori, allargando il messaggio che è possibile comprare frutta, verdura e prodotti di qualità sul web».

Cosa c’è oltreoceano

Anche oltreoceano ci sono realtà analoghe come Grocery-360, pensata da Pathover, una startup di e-commerce e logistica, che ha di recente lanciato il progetto. G-360 costruirà un catalogo di prodotti per un distributore, collegherà il catalogo ai sistemi di vendita di punti vendita e, grazie all’intelligenza artificiale, formulerà piani ottimali per la consegna dei prodotti da negozi di generi alimentari ai propri clienti.

Costi e tempi sono così ridotti, trovando anche una soluzione al mercato end-to-end. Richiederà un pagamento forfettario di $ 0.99 su ogni ordine all’acquirente e nessuna tassa di messa a punto, mensilità di sottoscrizione o commissioni per i negozianti. Ma alla fine della fiera i grocers pagano meno per consegnare generi alimentari e i clienti pagano meno per ricevere tali articoli. Inoltre ai venditori vengono meno le complessità di costruzione e gestione di un sito e-commerce, aggiornamento manuale del catalogo dei prodotti, e l’investimento anticipato per la logistica e il sistema di pagamento, ma G-360 è anche compatibile con i framework preesistenti di e-commerce, quindi se un distributore ha già un suo sito, integrarsi con la logistica (consegna) di G-360 è facile.

Pathover sta già lavorando con 240 grocers negli States e prevede di espandersi fino a raggiungere 5.000 venditori entro la fine dell’anno. Intanto già molti rivenditori sono in fase di pianificazione per sfruttare la tecnologia al fine di migliorare l’esperienza in-store, riducendo la fila alla cassa ad esempio. Ma non sempre il cambiamento è graduale e Wal-Mart, la più grande catena della GDO statunitense, ha recentemente presentato un brevetto per la tecnologia che seguirà gli usi di tutti i consumatori, gestirà automaticamente i nuovi ordini e sarà in grado di suggerirti prodotti aggiuntivi: avremo quindi un frigorifero intelligente, che analizza il proprio contenuto e ordina automaticamente i prodotti finiti o scaduti. Ma l’intelligenza artificiale non è qualcosa di cui molte persone si fidano in questo momento, per cui l’adozione di tutto ciò da parte dei consumatori potrebbe richiedere un certo tempo, specialmente in Italia.